– Workshop –

 

Dreams…but goals are better!” Si, esattamente, i sogni sono magnifici, ma porsi degli obiettivi è sicuramente meglio. Questa è la mentalità che ispira quotidianamente la nostra associazione e si concretizza nel realizzare servizi e progetti validi e completi, al servizio di professionisti e cittadini.

Come ben sapete, specie per chi ci conosce più approfonditamente, la nostra mission consiste nel diffondere la lingua dei segni, ma, molto di più: dare voce ai Sordi e sostenerli, parallelamente offrire ai nostri corsisti una conoscenza dettagliata della eterogeneità della Sordità, delle sue sfumature e delle relative strategie comunicative efficaci.

E quindi? E’ possibile parlare con una persona Sorda senza l’uso dei Segni? Perché si dice Sordo e non sordomuto? Tutti i Sordi conoscono la LIS? Cos’è l’impianto cocleare?

Ecco, queste sono tante delle domande che cerchiamo di tirare fuori nei nostri contesti formativi, grazie alla presenza di personale sanitario esperto in lingua dei segni e professionisti della LIS che collaborano per la parte antropologica, segnica e culturale, nonché docenti madrelingua.

La nostra idea di formazione e informazione si concretizza in uno dei progetti più importanti della nostra realtà, la formazione del personale sanitario circa il paziente Sordo, relativi bisogni comunicativi ed assistenziali, Sordità e pratica, attraverso l’uso della Lingua dei Segni, ovvero gli workshop LIS, accreditati ECM, di 16 ore totali, e dedicati ai professionisti sanitari, che per scelta lavorativa e/o personale hanno deciso di approfondire questo studio.

Ma cosa si può trasmettere in due giorni?

Cerchiamo sempre di dare informazioni che riguardino l’intera realtà dei Sordi, da quelli segnanti, a quelli oralisti, a chi è impiantato, ai Coda (Children of Deaf  Adults), ai protesizzati e via discorrendo. Cerchiamo di mostrare le diverse realtà, i differenti pensieri, le diverse scelte di vita. Noi cerchiamo di offrire strumenti concreti per l’approccio al paziente Sordo, facendone conoscere i bisogni, rispetto al loro grado di Sordità e scelta di comunicazione, e offrendo delle soluzioni possibili ed attuabili. Di seguito vi mostriamo come abbiamo cercato di contribuire (nel nostro piccolo) a questa diffusione ed educazione del personale sanitario, provandola a mantenere nel tempo (Fig. 1)

Questo per dire che, sì, i Sordi non sono tutti uguali, c’è chi si sente rappresentato dalla Lingua dei Segni e c’è chi neanche ne vuole sentir parlare, chi si approccia bene con la comunità Udente e chi invece prova ancora enormi disagi. Quindi, cercate di capire sempre chi avete di fronte, cercate di sostenerlo e di comunicare con lui, qui sotto, in questo piccolo ricordo per i nostri corsisti, qualche consiglio utile.

Prima dell’atto comunicativo, esiste un’energia potente chiamata scelta. Anche quando non comunichiamo, facciamo una scelta, inviamo un messaggio preciso, ricco di indifferenza e paura del diverso. Dovremmo sempre scegliere di comunicare. Di mettere in comune, di essere in comune.

 

Aprite le vostre menti, guardate oltre, rispettate gli altri e scegliete di comunicare. 

 

C.

 

fig.1

 

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